Copertina della presentazione di un nuovo metodo per pianificare le attività alpinistiche su un territorio per lo sviluppo in sicurezza del Turimo Attivo

La valutazione dell’impatto delle attivita alpinistiche: Marco Marrosu relatore al Congresso Nazionale della Società italiana Scienza della Vegetazione

Le attività alpinistiche, nonostante si svolgano in Natura, non sono esenti da impatto sull’ambiente, soprattutto se richiedono la realizzazione di impiantistica sportiva. Il Naturalista Marco Marrosu, appartenente all’albo degli Agrotecnici Laureati ed esperto di turismo sostenibile e attivo, ha affrontato come relatore lo spinoso problema al 53° Congresso Nazionale della Società italiana Scienza della Vegetazione.

Il Congresso si è svolto dal 30 maggio al 1° giugno 2019 a Sassari, nel Polo bionaturalistico di via Piandanna, ed è stato organizzato dal gruppo di botanica dell’Università di Sassari. Il suo obiettivo è stato il ruolo che la Scienza della Vegetazione può svolgere nella gestione sostenibile degli habitat. La Scienza della Vegetazione può infatti contribuire alla caratterizzazione strutturale e funzionale degli habitat e alla quantificazione dei servizi ecosistemici. Erano invitati al congresso esperti che si occupano di gestione del territorio come ricercatori, funzionari di ISPRA, del MATTM, della Regione Sardegna e di altri Enti.

Quattro le Sessioni: Plant traits e vegetazione; Tema libero; Valutazione dello stato di conservazione degli habitat; Biodiversità vegetale e servizi ecosistemici. L’intervento del Dott. Marco Marrosu è stato inserito nella sessione Biodiversità vegetale e servizi ecosistemici ed ha avuto come tema “Aree Protette e Attività Alpinistiche, come realizzare un turismo sostenibile”.

Il lavoro presentato è stato sviluppato nel 2018 e stimolato dai recenti casi avvenuti in Sardegna di impiantistica sportiva abusiva legati ad attività alpinistiche, segnalati ripetutamente dai quotidiani o associazioni ambientaliste come la LIPU, il WWF, il Gruppo Intervento Giuridico, la Mountain Wilderness. Numerosi appassionati creano nuove strutture per potere praticare la propria disciplina ma senza indispensabili progetti e autorizzazioni che andrebbero richieste a Comuni, Parchi, Assessorati, Autorità di Bacino.

Le attività alpinistiche si svolgono sovente nelle aree più pregevoli dal punto di vista naturalistico e vanno ad incidere su habitat definiti di importanza comunitaria della 92/43/CE e su specie di flora e fauna specializzate e di importanza conservazionistica.

Il lavoro del Dott. Marrosu e della Dott.ssa Balvis è stato finalizzato alla ricerca di un metodo che possa essere utile per pianificare questo tipo di attività su un territorio permettendo nel contempo di creare economia con il Turismo Attivo, impianti sicuri e in regola con le normative edilizie e rispettare l’ambiente, che rimane sempre lo scenario in cui si svolgono queste attività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: