Selvaggio Verde? Novità nel SIC del Golfo di Orosei lungo il sentiero Selvaggio Blu

Quando nel 1994, ragazzino, ripetevo il percorso “Selvaggio Blu”, che attualmente è considerato il sentiero più difficile d’Italia, non mi aspettavo certo che nel 2017, ripetendolo con maggiore esperienza, avrei trovato delle novità. Non parlo del fatto che, in qualche maniera, sia stato infrastrutturato per abbassarne la difficoltà, quanto per un tripudio di spunti nuovi che prima non avrei mai colto.

Cosi scrivevo a suo tempo: “E’ nel Golfo di Orosei, nel Supramonte di Baunei, che è stato ideato quello che tuttora è considerato il trekking costiero più difficile d’Italia: il Selvaggio Blu. Il percorso, nato alla fine degli anni ottanta, parte da  Pedra Longa e sale verso nord sino a Cala Sisine attraverso 5 tappe. Si differenzia da molti altri trekking perché presenta passaggi alpinistici come calate su corda, arrampicate e passaggi esposti ed emozionanti. Tutto si svolge nella impervia costa orientale della Sardegna, tra pareti di calcare che si tuffano a picco, nel blu del Mar Tirreno.”

Attualmente la località è diventata il Sito di Interesse Comunitario del Golfo di Orosei, vasto oltre 28000 ettari, inoltre il sentiero passa in punta di piedi nella Zona di Protezione Speciale di Monte Santu, dove nidifica il raro falco della regina, si raggiungono boschi pensili e spiagge isolate. Si appresta ora a diventare una Zona Speciale di Conservazione e lungo il cammino si incontrano i monumenti naturali regionali Pedra Longa e l’Aguglia di Goloritzè.

Devo ringraziare la mia formazione di Naturalista e Botanico se nel 2017, durante la mia recente ripetizione, ho potuto apprezzare non solo l’aspetto sportivo del percorso ma anche quello naturalistico.

Percorrere il Selvaggio Blu e fare una visita del Golfo di Orosei, vuole dire entrare in un mondo arido e isolato, impervio, dove le specie botaniche si sono dovute differenziare per sopravvivere.

Ecco quindi affiorare ad ogni passo, specie endemiche in grado di fornirci informazioni paleo-geografiche, di raccontarci i loro adattamenti e le vicissitudini subite dalla nostra Terra. Saldi, affiorano arbusti dal portamento arboreo. Si tratta di veri e propri relitti di una vegetazione antica, dei sopravvissuti che emergono tra le rocce e che si mostrano solo a chi sa guardare. Ad ogni passo siamo di fronte ad autentici Monumenti Naturali che meriterebbero di essere conosciuti e valorizzati per arricchire il Selvaggio Blu e per attrarre appassionati di sport e Natura di tutto il mondo.

Pensate che un giorno si potrà mettere davanti a tutto la Natura, senza pensare solamente agli aspetti sportivi e si possa pianificare un “Selvaggio Verde”??

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: